ELVIS ANYPLACE IS PARADISE - RETROSPETTIVA: FEBBRAIO 2012


Con questo post inizia una serie retrospettiva che di volta in volta passerà in rassegna un mese di Elvis - Anyplace is Paradise, cominciando proprio da quel febbraio di tre anni fa. Se mi passate il termine potrei definirla una ristampa, riveduta e corretta dall'autore, visto che per l'occasione è stato "rinfrescato" il testo di tutti i post presentati. Come sempre, ringrazio tutti coloro che hanno apprezzato il mio lavoro, se EAIP si è rivelato un progetto riuscito il merito è soprattutto di chi ha letto con interesse o semplice curiosità quanto ho scritto, spronandomi ad andare avanti.

Febbraio 2012

Dunque, nel mese di febbraio del 2012 nacque Anyplace is Paradise - La musica e i tempi di Elvis, un blog acerbo e non ancora ben definito. La prima, ovvia mossa, prima di dedicarmi a qualcosa di nuovo, fu quella di recuperare alcuni articoli scritti in precedenza e sparsi nel web. Questo mi avrebbe consentito di prendere confidenza con la piattaforma che mi ospitava e di sviluppare qualche idea per l'immediato futuro.

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INDESCRIBABLY BLUE


Indescribably Blue è in assoluto uno dei pezzi più trascurati del repertorio di Elvis, snobbato tanto dai discografici alle prese con la realizzazione dell'ennesimo "Best of love" quanto da una larga fetta di appassionati. In effetti, la canzone si inserisce agevolmente nel ricco filone di love songs interpretate dall'artista nel corso degli anni '60, tuttavia manca di quella linea melodica che si fissa nella testa dell'ascoltatore, di quel ritornello accattivante che ti spinge a cantare sotto la doccia, immaginando di essere una star delle sette note. L'arrangiamento pomposo e melodrammatico fa il resto, enfatizzando a dismisura un testo già di per se tristissimo. Nondimeno, la RCA piazzò il brano sul lato A di un singolo, probabilmente più per mancanza d'altro che per meriti effettivi, ma ne ricavò soltanto un deludente 33° posto nella classifica americana. Va detto che l'anno precedente una ballata più forte dal punto di vista melodico (Love Letters) aveva centrato la Top 20, il massimo che ci si potesse aspettare da Elvis in quel periodo, compromesso com'era con il mondo di Hollywood. Nel 1968, a dispetto del suo modesto impatto commerciale, Indescribably Blue fu inserita di peso nella raccolta Elvis' Gold Records, Volume 4 che, per inciso, conteneva più b-side che a-side.

TRE ANNI DI ELVIS - ANYPLACE IS PARADISE


Elvis - Anyplace is Paradise compie tre anni. Se guardo indietro, mi rivedo intento a realizzare le prime, incerte grafiche del blog, inesperto ma determinato a scrivere della mia più grande passione musicale. Elvis è parte integrante della mia vita da qualcosa come trentotto anni e su questa pagina ho cercato di proporre qualcosa di interessante da leggere, rendendo noto il mio punto di vista relativamente a dischi e situazioni che lo videro protagonista. Spero di esserci riuscito. Un grazie di cuore a chi è passato da queste parti, anche una sola volta. Stay tuned!

ELVIS THE LEGEND - SILVER EDITION


Acquistai il mio primo lettore cd all'inizio dell'estate del 1987 e quel giorno, senza che me ne rendessi conto, iniziai a mettere da parte l'amato vinile (certo non dal punto di vista collezionistico), per entrare nel mondo del digitale. Il primo dischetto di Elvis arrivò però soltanto l'anno seguente, quando comprai Elvis Is Back. Il motivo di questo ritardo è presto spiegato: a dispetto della mia giovane età, di album del Re ne avevo già un centinaio, quindi preferii concentrarmi su altri artisti che mi piacevano. Mentre io cominciavo a prendere confidenza con il nuovo dispensatore di suoni, pagando a caro prezzo (25000 lire) ogni nuova incursione nei negozi di dischi, nel mondo giravano già una settantina di cd elvisiani! La produzione relativa al nuovo formato era iniziata nel 1984, precisamente in Germania, con l'emissione di Elvis The Legend, set di tre dischi in jewel case del quale furono distribuite soltanto 5000 copie numerate. Oggi questa raccolta in veste dorata ha raggiunto una quotazione molto elevata. Un anno dopo la RCA lanciò sul mercato la "Silver Edition" di Elvis The Legend, quella che vi sto mostrando in questo post, caratterizzata appunto dalla cover argentata e da alcune differenze grafiche, ma speculare alla precedente versione Golden. Questa edizione del 1985 conta 7000 esemplari e nel corso degli anni ha anch'essa visto lievitare il suo costo originario: attualmente è possibile portarsela a casa, a patto di trovarla, con un centinaio di euro.

LOVE ME TENDER: RIFLESSIONI IN ORDINE SPARSO

Prima dell'arrivo di Elvis, Love Me Tender si chiamava The Reno Brothers ed era un western senza infamia e senza lode. In realtà restò tale anche dopo, ma fu salvato dall'oblio proprio da colui che inizialmente non doveva farne parte. Al giovane artista le cose sarebbero andate meglio già a partire da Loving You (1957), ma per l'esordio sul grande schermo fu inserito in una produzione già avviata, nel tentativo di capitalizzare velocemente, anche sulla strada di Hollywood, la "elvismania" esplosa soltanto pochi mesi prima.

Comunque, il recupero della vecchia Aura Lee - canzone piuttosto popolare durante la Guerra di Secessione - si rivelò una mossa azzeccata, perché trasformata in Love Me Tender fornì il nuovo titolo alla pellicola diretta da Robert D. Webb. Questa e le altre tre canzoni composte per l'occasione furono accreditate ad Elvis Presley e Vera Matson, ma i due non scrissero una sola nota. Il vero compositore di tutto il materiale inciso ad Hollywood, negli studi della 20th Century Fox, fu Ken Darby (marito della Matson), poi... il Colonnello Parker pensò a se stesso e al suo protetto. Quali che fossero i reali compositori dei brani e i musicisti impiegati per suonarli - l'abituale band del cantante rimase al palo - l'impatto di Love Me Tender sul mercato si rivelò enorme. Dotata di un testo tanto elementare quanto languido e sensuale, e arrangiata in modo essenziale, la dolce ballata riuscì nell'impresa di arrivare dritta al cuore degli adolescenti.

THE REAL... ELVIS PRESLEY 60's COLLECTION

Alcuni giorni fa, sul suo splendido blog Elvis Presley - Made in Italy, l'amico Donny ha dedicato un articolo al recentissimo The Real... Elvis Presley 60's Collection, mini cofanetto di tre cd emesso dalla Sony. Come è possibile evincere dal titolo, la compilazione si concentra sulla produzione anni '60 di Elvis, presentando 49 brani che spaziano dal 1960 al 1969, senza trascurare la lunga parentesi hollywoodiana del cantante. Nel suo post, esaustivo dell'argomento, Donny spiega anche perché emissioni come questa, pur fregiandosi del bollino SIAE, non possono essere assimilate a stampe italiane. Vi invito pertanto a leggere il suo interessantissimo lavoro cliccando qui. Da parte mia, dedico qualche riga di testo a The Real... Elvis Presley 60's Collection, visto che mi piace parlare delle cose che acquisto... Già, lo ammetto, domenica scorsa mi sono trovato davanti questo pratico box e allettato dalla bella grafica e dal prezzo contenuto - appena € 10,99 - l'ho portato a casa. Non che ne avessi bisogno, ma ancora non sono arrivato al punto di ignorare le emissioni ufficiali, non posso farci nulla. Come sempre in casi del genere, proprio perché costa davvero poco, mi sento di consigliare questo set a chi si avvicina per la prima volta a questo fantastico artista.



A seguire, alcune riflessioni personali in ordine sparso, derivate dall'ascolto di questo The Real Elvis Presley 60's Collection.