QUANDO MY WAY PASSO' DA OMAHA A RAPID CITY


Di My Way, della commovente resa di questo brano facente parte dello speciale televisivo Elvis In Concert ho parlato recentemente, presentando il singolo canadese pubblicato postumo sul finire del 1977. Mentre preparavo le scansioni per questo nuovo articolo, mi è venuto in mente che molti anni fa, e per molti anni intendo diversi lustri, si pensava che la canzone provenisse dal concerto che Elvis tenne ad Omaha, il 19 giugno 1977, il primo dei due filmati dalla CBS. In effetti, la notizia è riportata in diversi libri dell'epoca, tra i quali posso citare la prestigiosa biografia Elvis. The Final Years di Jerry Hopkins e Did Elvis Sing In Your Hometown, Too? di Lee Cotten, ma ce ne sono ovviamente altri.

ELVIS - I SINGOLI DEL 1957: TOO MUCH


Lo ammetto, Too Much non è esattamente il brano dei fifties che preferisco. In effetti, con I Want You, I Need You, I Love You è il grande successo di quel fantastico periodo che ho ascoltato di meno. Too Much è ritmata e piena di entusiasmo, non lo metto in dubbio, ma sembra che giri su se stessa senza trovare sbocchi convincenti, simile ad una martellata sonora che non dà tregua, dall'inizio alla fine. Confesso di aver sempre accolto il milionesimo e ultimo too much di Elvis con sollievo, quasi a dire ok, niente male, ma per un po' non voglio saperne nulla! Tra l'altro, la canzone non sarebbe invecchiata benissimo, e lo stesso Elvis se ne dimenticò in fretta, ignorandola completamente quando tornò a fare concerti, alla fine degli anni '60. Ma non voglio sembrare troppo duro con il primo singolo del 1957, che resta pur sempre un bel pezzo.

LITTLE SISTER '69


Riedizione dell'extended play francese Little Sister, originariamente pubblicato nell'autunno del 1961. Il disco raccoglieva due recenti singoli: Are You Lonesome Tonight? / I Gotta Know e, naturalmente, Little Sister / His Latest Flame.


LA TERRA PROMESSA NON E' QUI


Mi imbattei in Promised Land sul finire del 1977, quando la trovai sull'album al quale dava il titolo. Letteralmente incantato, pensai oh, ecco chi è Elvis Presley! Lo penso ancora, dopo 37 anni e innumerevoli ascolti. Incisa nel dicembre del 1973, la canzone è caratterizzata dalla voce di Elvis, tanto potente da mandare a farsi benedire uno stuolo di coristi in trepida attesa, dalla ritmica serratissima e dalle adrenaliniche scariche di chitarra elettrica. Ascoltando in sequenza Baby, Let's Play House (1955), Hound Dog (1956), Reconsider Baby (1960), Whole Lotta Shakin' Goin' On (1970) e Promised Land (1973) se ne ricava l'immagine di un rocker agitato dallo stesso ardore incendiario di sempre. In quei momenti non c'è spazio per l'interprete di dozzine di love songs, che pure rappresentano una parte importante del suo repertorio. Proprio quando Elvis iniziò a servirsi della musica per piangere su sconfitte sentimentali, bei tempi andati e futuro incerto, questa spettacolare rivisitazione del classico di Chuck Berry ricollocò l'artista in un ambito strettamente rock. Nulla di premeditato, l'effetto non fu richiesto, ne desiderato. Elvis non si servì di Promised Land per invertire la rotta, aveva già dato nel 1968, spinto dalla smania di azzerare un decennio sprecato ad Hollywood. Così, piuttosto che trasformarsi in un mezzo per raggiungere un fine, il brano si rivelò fine a se stesso. Con T-R-O-U-B-L-E, era un giorno come un altro di marzo del 1975, Elvis si calò un'ultima volta nei panni che lo avevano reso una leggenda, poi lasciò perdere.

ELVIS NELLA CLASSIFICA ITALIANA (Aprile 2014)

I dischi non si vendono più, lo sanno anche i sassi, eppure le classifiche continuano ad esercitare su di me un fascino irresistibile, basta leggere un mio recente post per rendersene conto. Parecchi anni fa presi a comprare Billboard dal mio edicolante di fiducia, solo che si trattava di un settimanale e dal momento che arrivava dagli States costava una cifra spaventosa. Dopo un po' lasciai perdere, ma mi dispiacque moltissimo. Oggi continuo a tenermi bene informato, navigando nel web in cerca di chissà quali notizie... Uhm, questo tipo è al 5° posto in America, quest'altro al 9° in Gran Bretagna... da tenere d'occhio entrambi... Ecco, sciocchezze del genere, che non tengono minimamente conto del fatto che per raggiungere le zone alte non occorre certo muovere centinaia di migliaia, milioni di copie. Ad ogni modo, fa sempre piacere vedere un cd di Elvis in classifica, specie se si tratta di quella del mio paese. Giusto ieri ho visto che la raccolta in linea economica The Real Elvis è al numero 84 della lista redatta dalla F.I.M.I. (Federazione Industria Musica Italiana) relativamente alla settimana che va dal 21 al 27 aprile. Niente male, vedremo se si tratterà di una presenza estemporanea. Una cosa è certa, la classifica italiana è piena di grandi capolavori del passato mai dimenticati, di nomi del calibro di Pink Floyd, The Doors, Johhny Cash, Nirvana, Queen, Janis Joplin, Fabrizio De Andrè, AC/DC... figuriamoci se poteva mancare Elvis Presley