YESTERDAY, TODAY AND FOREVER...

Today, Tomorrow & Forever
Sony Music 88843048762
Made in the EU - 2014
Il problema con Elvis, da tanti anni a questa parte, è sempre lo stesso: mi fa spendere un sacco di soldi. Non solo, spesso il Re me li fa spendere per dischi che ho già. E' il caso di questo Today, Tomorrow & Forever, splendido box pubblicato nel 2002 contenente una montagna di materiale inedito. All'epoca della sua emissione, a noi appassionati sembrò semplicemente troppo bello per essere vero, anche perché soltanto cinque anni prima era stata la volta dell'altrettanto monumentale Platinum A Life In Music. Inutile dire che i quattro dischetti di Today, Tomorrow & Forever stazionarono nel mio lettore cd per parecchio tempo. Quest'anno la Sony ha ripubblicato lo storico cofanetto nel praticissimo formato "tascabile" (14 x 19,5) con il quale erano già stati riproposti i box 50, 60 e 70 masters. Definire appetibile il prezzo (€ 24,99) è poco, e credo che gli amanti della buona musica non dovrebbero lasciarselo sfuggire, visto che si porterebbero a casa un'opera che copre alla perfezione le tre decadi del regno di Elvis. Va bene, ma io cosa c'entro? Today, Tomorrow & Forever lo comprai dodici anni fa, nella sua forma più costosa. Diciamo che, come al solito, non ho saputo resistere...  Stavolta il mio alibi è stato: questa edizione è molto più maneggevole dell'originale! Non un granché, mi rendo conto, ma una giustificazione dovevo pur trovarla. Cento brani, booklet di 44 pagine, bella confezione... se vi capita, in giro si trova facilmente, non ve lo perdete.

QUANDO MY WAY PASSO' DA OMAHA A RAPID CITY


Di My Way, della commovente resa di questo brano facente parte dello speciale televisivo Elvis In Concert ho parlato recentemente, presentando il singolo canadese pubblicato postumo sul finire del 1977. Mentre preparavo le scansioni per questo nuovo articolo, mi è venuto in mente che molti anni fa, e per molti anni intendo diversi lustri, si pensava che la canzone provenisse dal concerto che Elvis tenne ad Omaha, il 19 giugno 1977, il primo dei due filmati dalla CBS. In effetti, la notizia è riportata in diversi libri dell'epoca, tra i quali posso citare la prestigiosa biografia Elvis. The Final Years di Jerry Hopkins e Did Elvis Sing In Your Hometown, Too? di Lee Cotten, ma ce ne sono ovviamente altri.

ELVIS - I SINGOLI DEL 1957: TOO MUCH


Lo ammetto, Too Much non è esattamente il brano dei fifties che preferisco. In effetti, con I Want You, I Need You, I Love You è il grande successo di quel fantastico periodo che ho ascoltato di meno. Too Much è ritmata e piena di entusiasmo, non lo metto in dubbio, ma sembra che giri su se stessa senza trovare sbocchi convincenti, simile ad una martellata sonora che non dà tregua, dall'inizio alla fine. Confesso di aver sempre accolto il milionesimo e ultimo too much di Elvis con sollievo, quasi a dire ok, niente male, ma per un po' non voglio saperne nulla! Tra l'altro, la canzone non sarebbe invecchiata benissimo, e lo stesso Elvis se ne dimenticò in fretta, ignorandola completamente quando tornò a fare concerti, alla fine degli anni '60. Ma non voglio sembrare troppo duro con il primo singolo del 1957, che resta pur sempre un bel pezzo.

LITTLE SISTER '69


Riedizione dell'extended play francese Little Sister, originariamente pubblicato nell'autunno del 1961. Il disco raccoglieva due recenti singoli: Are You Lonesome Tonight? / I Gotta Know e, naturalmente, Little Sister / His Latest Flame.


LA TERRA PROMESSA NON E' QUI


Mi imbattei in Promised Land sul finire del 1977, quando la trovai sull'album al quale dava il titolo. Letteralmente incantato, pensai oh, ecco chi è Elvis Presley! Lo penso ancora, dopo 37 anni e innumerevoli ascolti. Incisa nel dicembre del 1973, la canzone è caratterizzata dalla voce di Elvis, tanto potente da mandare a farsi benedire uno stuolo di coristi in trepida attesa, dalla ritmica serratissima e dalle adrenaliniche scariche di chitarra elettrica. Ascoltando in sequenza Baby, Let's Play House (1955), Hound Dog (1956), Reconsider Baby (1960), Whole Lotta Shakin' Goin' On (1970) e Promised Land (1973) se ne ricava l'immagine di un rocker agitato dallo stesso ardore incendiario di sempre. In quei momenti non c'è spazio per l'interprete di dozzine di love songs, che pure rappresentano una parte importante del suo repertorio. Proprio quando Elvis iniziò a servirsi della musica per piangere su sconfitte sentimentali, bei tempi andati e futuro incerto, questa spettacolare rivisitazione del classico di Chuck Berry ricollocò l'artista in un ambito strettamente rock. Nulla di premeditato, l'effetto non fu richiesto, ne desiderato. Elvis non si servì di Promised Land per invertire la rotta, aveva già dato nel 1968, spinto dalla smania di azzerare un decennio sprecato ad Hollywood. Così, piuttosto che trasformarsi in un mezzo per raggiungere un fine, il brano si rivelò fine a se stesso. Con T-R-O-U-B-L-E, era un giorno come un altro di marzo del 1975, Elvis si calò un'ultima volta nei panni che lo avevano reso una leggenda, poi lasciò perdere.